Francia, scatta il divieto di sculacciare i bambini e stop alle punizioni corporali

L’ultima ad introdurre il divieto è stata la Francia, con una legge ad hoc approvata in questi ultimi giorni. In Italia a fare scuola c’è invece una sentenza del 1996 della Corte Costituzionale.

Sono ben 52 i Paesi, ultima la Francia, in cui i locali parlamenti hanno approvato almeno una legge attraverso la quale si introduce il divieto, da parte di maestri e genitori, di sculacciare allievi e figli per finalità “educative”.

La prima Nazione, schierata nel 1979 contro questa pratica, è stata la Svezia, seguita dalla Finlandia nel 1983 e successivamente da Tunisia, Polonia, Lussemburgo, Irlanda, Austria e molti altri Stati ancora. Nel 2014 era toccato a San Marino introdurre questa legge, seguita nel 2016 da Mongolia, Paraguay, Slovenia e, appunto, la Francia in questi ultimi giorni.

Per quanto riguarda il nostro Paese, invece, pur non esistendo una vera e propria norma in materia, la Corte Costituzionale si è espressa ben vent’anni fa, nel 1996, contro l’uso di qualsiasi tipo di percossa nei confronti dei bambini.

E i genitori italiani cosa ne pensano? Una ricerca di alcuni anni fa segnala che un genitore su quattro ritiene lo “scappellotto” o la “sculacciata” ancora gesti con un valore educativo, tanto che anche il Papa, nel febbraio del 2015, si era espresso in tal senso, scatenando una notevole serie di polemiche.

A regolare questo divieto esiste uno specifico articolo della Carta Europea dei Diritti Sociali con cui si specifica in modo chiaro il divieto di schiaffi e sculacciate nei confronti dei bambini.

 

Dello stesso parere anche i più eminenti educatori mondiali, tra cui l’italiano Gustavo Pietropoli Charmet, psichiatra, professore e presidente del CAF Onlus Centro Aiuto al Bambino Maltrattato, secondo il quale la sofferenza non rafforza l’educazione ma, anzi, indebolisce l’autostima, creando paure nel bambino che non lo aiuteranno certo a crescere in maniera corretta.

Il modo giusto di approcciarsi ai bambini è quello del dialogo e della spiegazione, senza però essere troppo permissivi: va spiegato loro dove hanno sbagliato e quale sia il modo corretto di comportarsi senza dover utilizzare punizioni fisiche.