Renzi rottama le riforme: “Italicum nelle mani del Parlamento”

E’ già tempo di modificare l’Italicum, la legge elettorale firmata da Matteo Renzi.

“L’Italicum è nelle mani del Parlamento” ha affermato Renzi anche in vista del referendum costituizionale che potrebbe aprire ad elezioni anticipate in caso di bocciatura del nuovo bicameralismo imperfetto come disegnato dalla Riforma del ministro Boschi. I sondaggi danno il fronte dei contrari in crescita mentre si assottiglia il popolo del sì: i favorevoli alla riforma costituzionale sono passati da un’ampia maggioranza a febbraio ( 50% contro 24%) ad una prospettiva più incerta: il sostegno alla riforma – scrive Ilvo Diamanti su La Repubblica citando i numeri di Demos, è sceso al 37%, mentre l’opposizione è, parallelamente, salita al 30% così come gli indecisi che sono oggi il 33%.

A sostenere la modifica dell’Italicum è la “minoranza” del Pd che questa legge elettorale non l’aveva neppure votata nonostante la fiducia posta da Renzi mentre a favore della precedenza del referendum costituzionale sulla modifica alla legge elettorale si è pronunciata la stessa ministro delle riforme Maria Elena Boschi: se approvata, la riforma costituzionale consentirà alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sull’Italicum e le Camere avrebbero così la possibilità di intervenire meglio sulla materia.

Dal centrodestra il Capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, chiede a gran voce le dimissioni del Premier. Alla Camera intanto è già calendarizzata a Settembre una mozione promossa dalla sinistra vendoliana sulla necessità di modificare l’Italicum. Il capogruppo “dem” alla Camera Ettore Rosato punta a non accelerare i tempi per affrontare il parlamentare e politico dopo il referendum costituzionale la cui data peraltro resta un mistero: nessuno può giurare se il 2 ottobre indicato dallo stesso Renzi sia ancora valido o se si voglia mettere in sicurezza il Governo da un’eventuale sconfitta grazie all’inderogabile legge finanziaria.

Se i pentastellati dal canto loro parlano male dell’Italicum, sarebbero, con i sondaggi attuali, il partito che ne trarrebbe il miglior vantaggio se riuscissero a replicare a livello nazionale i successi conseguiti a Roma e Torino: la nuova legge elettorale, insomma, spianerebbe la strada a Palazzo Chigi a un premier pentastellato.
Luigi Di Maio fa capire che il M5S non starà a guardare: “Le priorità del Paese sono altre. È una follia bloccare i lavori parlamentari per salvare la poltrona. Così come da miserabili è proporre di spacchettare il referendum”. Tesi ribadita da Alessandro Di Battista: “È osceno che il Pd pensi alla legge elettorale”.

L’Italicum è un passo in avanti rispetto al Porcellum, ma non è un tabù spiega il ministro Martina a il Tempo, che apre a una riflessione in Parlamento prendendo atto della tripolarizzazione per arrivare a un modello similfrancese o a un Mattarellum corretto.