Giornalista decapitata in mare, fermato un inventore

Lunedì sull’isola di Amager, in Danimarca, è stato recuperato un corpo. Oggi, grazie all’esame del Dna è stato scoperto a chi apparteneva. Si tratta di Kim Wall, giornalista freelance svedese: era scomparsa il 10 agosto dopo essere partita per intervistare Peter Madsen, inventore danese e creatore del sottomarino artigianale Nautilus. L’uomo è in carcere, accusato di omicidio colposo.

Il compagno della Wall aveva denunciato la scomparsa della fidanzata due settimane fa, una volta che non l’ha vista tornare a terra al termine dell’intervista. La donna era stata vista l’ultima volta a bordo del Nautilus UC3 in compagnia di Madsen che, dopo la denuncia della scomparsa della Wall, ha dichiarato alla polizia di avere riportato la giornalista sana e salva a terra al termine dell’intervista, in una zona remota del porto di Copenaghen.

Successivamente, in altre deposizioni, l’inventore ha cambiato versione, sostenendo che la donna sarebbe morta a causa di un guasto al sottomarino. Il corpo della donna sarebbe stato sepolto in mare dallo stesso Madsen, che è stato tratto in salvo da un uomo del posto che l’ha caricato a bordo della sua barca, riportandolo a terra. Il Nautilus UC3 è stato ritrovato dagli investigatori a Koge Bay, a sud di Copenaghen. La polizia ha recuperato il relitto del sottomarino, dentro il quale però non è stato ritrovato il corpo di Kim Wall.

La polizia ha cercato il corpo della giornalista grazie all’ausilio di sonar e sommozzatori, ripercorrendo il percorso fatto dal sottomarino, fino al ritrovamento di lunedì sera nella costa sud di Copenaghen. Viste le condizioni del corpo – di cui è rimasto solo il busto -, la polizia ha stabilito che il corpo della Wall è stato deliberatamente mutilato. Madsen – noto in Danimarca per i suoi progetti sottomarini e per essere il cofondatore dell’azienda Copenaghen Suborbitals, nata nel 2008 con la missione di lanciare navicelle spaziali e razzi in orbita -, è accusato di omicidio colposo e trattenuto in carcere dalla polizia danese.

Kim Wall era una giornalista freelance svedese, laureata presso la University of Columbia di New York, e aveva collaborato con diverse testate giornalistiche, tra cui il The New York Times. Negli anni ha realizzato diversi reportage da diversi paesi del mondo, come Nord Corea, Uganda e Cina, dove era pronta a trasferirsi con il fidanzato.