Ponte Morandi – Paura per il pilone 10: più corroso di quello caduto

Nella relazione inviata dalla Commissione ispettiva del Mit alla struttura commissariale con le informazioni sullo stato dei materiali che riguardano “la corrosione dei trefoli dei cavi di precompressione primari e secondari” si legge che il moncone est del ponte Morandi, a Genova, è pericolante e deve essere abbattuto al più presto.

La relazione, ha detto il prefetto di Genova, Fiamma Spena, “segnala sul pilone 10 (cioè quello che sostiene il moncone est, ndr) un evidente stato di corrosione di grado elevato”. “Ci siamo riuniti per vedere se ci fossero attività da fare in via precauzionale. Il Comune è stato informato, ma gli scenari evidenziati erano già stati censiti, quindi non c’è al momento l’esigenza di allargare l’area rossa, salvo ulteriori indicazioni da parte dei tecnici. C’è una continua vigilanza all’area rossa e resta sospeso il prelievo dei beni personali dalle case degli sfollati”.

Non solo. L’esame della documentazione progettuale per gli interventi di manutenzione su Ponte Morandi evidenziano per “la pila n.10, sopravvissuta al crollo, uno stato di degrado dei materiali di grado piu’ elevato, 4 su una scala di cinque, rispetto a quello che era stato riscontrato nella pila n.9 crollata, che risultava di livello 3”.

Toti: “Demolire nel più breve tempo possibile” – “Occorre sicuramente demolire il moncone nei tempi più brevi possibili, uno per garantire sicurezza anche se oggi l’area è evidentemente sgomberata e dunque nessun essere umano corre alcun rischio, due perché senza la demolizione non riparte la ricostruzione”, ha detto il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, dal Meeting di Cl.

Sulle valutazioni è intervenuta anche la procura di Genova, che ha scritto a tutti gli enti coinvolti indicando che l’attività dei consulenti tecnici incaricati dai pm non ha nessun carattere valutativo o decisionale per quanto riguarda il piano della pubblica incolumità, compreso l’eventuale abbattimento di parti pericolanti del ponte Morandi. Vanno semmai concordate con gli enti coinvolti le modalità operative che possono comportare il minor sacrificio sulla conservazione delle prove e nello stesso tempo assicurino la sicurezza. Al momento, tuttavia, non risulta nessun atto formale in procura che richieda la demolizione dei tronconi.

Procura acquisisce atti nella sede di Autostrade – Continuano, intanto, le indagini. Su ordine della procura, la guardia di finanza si presenterà oggi negli uffici di Autostrade per l’Italia per acquisire materiale utile all’inchiesta sul crollo del ponte Morandi. Non sarebbe invece imminente l’acquisizioni delle testimonianze da parte dei tecnici componenti della della commissione ministeriale, Roberto Ferrazza e Antonio Brencich.

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