“L’80% dei pazienti affetto da coronavirus ha una malattia lieve e guarirà”. L’Oms e’ anche preoccupata per l’aumento dei casi in Italia

L’aumento dei casi di contagio da nuovo coronavirus al di fuori della Cina è diventato motivo di preoccupazione per l’Oms: lo ha ripetuto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel suo giornaliero briefing con la stampa. “Anche se il numero totale di casi al di fuori della Cina rimane relativamente piccolo, siamo preoccupati per il numero di casi senza un chiaro collegamento epidemiologico, come la storia di un viaggio in Cina o il contatto con un caso confermato”.

Sul coronavirus “sappiamo che oltre l’80% dei pazienti ha una malattia lieve e guarirà”. Lo ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a un meeting d’emergenza con i ministri della Sanità africani. “Nel 2% dei casi segnalati – ha aggiunto – il coronavirus è fatale e il rischio di morte aumenta con l’avanzare dell’età del paziente e con le condizioni di salute sottostanti”.

L’Oms e’ anche preoccupata per l’aumento dei casi in Iran, Corea del Sud e Italia e “per come il virus si stia ora diffondendo in altre parti del mondo”. Il direttore generale dell’agenzia Onu ha ribadito che c’e’ ancora una possibilita’ di contenere il virus, ma -ha ribadito – “la finestra di opportunita’ si sta restringendo”. “Ogni giorno che passa ne sappiamo un pò di più sul coronavirus e la malattia che provoca. Sappiamo che oltre l’80% dei pazienti ha una malattia lieve e guarirà”. Così Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, a un meeting d’emergenza con i ministri della Sanità africani. “La Cina ha segnalato 75.569 casi di Covid19 all’Oms, inclusi 2239 decessi. I dati dalla Cina continuano a mostrare un declino dei nuovi casi. Questa è una buona notizia, ma deve essere interpretata con molta cautela. È troppo presto per fare previsioni su questo focolaio”. Così Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, a un meeting d’emergenza con i ministri della Sanità africani.

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