Coronavirus – Voli bloccati da e per la Sicilia fino ad aprile

In Italia il numero dei contagi si sta riducendo: questa sarà la settimana decisiva per capire se il focolaio è sotto controllo.

Arrivando a quota 1.835, martedì l’incremento dei malati è stato del 16% (258 casi in più) a fronte dell’aumento del 50% registrato il giorno prima. Sono 149 i guariti, 52 i decessi.

La psicosi da Coronavirus ha fatto svuotare aerei e aeroporti soprattutto in Italia e in un momento nel quale le compagnie aeree avevano già alcune difficoltà con la disponibilità di aerei per il fermo dei 737 Max il crollo di prenotazioni è un duro colpo per vettori e aeroporti. Così nella parte superiore della home page di Alitalia sono stati scritto gli avvisi sulle limitazioni dovute al coronavirus e a tutta pagina l’hashtag “non smettere di volare”.

Il primo effetto è in queste ore un taglio dei voli da parte delle principali compagnie aeree, ad iniziare da Alitalia e Ryanair, che riguarda anche la Sicilia. La ex compagnia di bandiera al momento ha rivisto l’operativo fino alla fine di marzo. Per tutto il mese il Catania-Roma passa da 18 a 12 frequenze giornaliere fra andata e ritorno, il Catania-Milano Linate da 16 a 10. Il Palermo-Roma da 12 a 10 e il Palermo-Linate da 8 a 6. Cancellato anche il Trapani-Linate. L’ufficio stampa di Alitalia spiega che tutti i passegeri coinvolti nelle cancellazioni sono stati avvertiti e automaticamente rtiprotetti su altri voli con la possibilità di rinunciare al viaggio e farselo rimborsare.

 

Il ministero dei trasporti ceco blocca i collegamenti aerei tra la Repubblica ceca e le regioni italiane Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, dal 5 fino al 18 marzo. Le misure sono state prese in seguito alle raccomandazioni del Consiglio di sicurezza del Paese. Nella Repubblica Ceca, intanto, i casi positivi registrati salgono a 5.

Da parte degli scali siciliani c’è preoccupazione, Comiso e Trapani già in crisi rischiano molto con il protrarsi di questa situazione. Palermo e Catania che fino a oggi macinavano cifre record adesso sono davanti a uno stop. Secondo l’Ufficio Dati di Sac “sebbene le ultime settimane abbiano fatto registrare una riduzione di traffico, in linea con gli altri aeroporti, per via dell’emergenza coronavirus, lo scalo etneo non interrompe la tendenza, nel complesso, positiva.  Nel dettaglio, a gennaio i passeggeri sono stati 609.750 rispetto ai 581.034 (+4,94%) mentre nel mese appena trascorso, sono stati 547.217, contro i 539.870 (+1,36%).

“Il sistema turistico siciliano godeva di ottima salute e stiamo scontando un fenomeno congiunturale dovuto all’emergenza coronavirus – dichiara l’amministratore delegato di SAC, Nico Torrisi – ma siamo certi che si concluderà presto, e che l’attività aerea tornerà regolare, spingendo il turismo ai livelli pre crisi. È fondamentale pertanto non usare toni eccessivamente allarmistici e fare in modo che si possa lavorare tutti insieme in modo sinergico per superare questo delicato momento”. Ma nei primi giorni di marzo a Catania le cifre parlano di una flessione del 40 per cento.

 

 

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