Coronavirus, consulente Ministero Ricciardi: “Focolaio a scuola? Si valuta caso per caso” | “I casi aumentano, ma non ci sarà il lockdown”

Il consulente del ministero della Salute nella gestione dell’emergenza coronavirus, Walter Ricciardi, ribadisce che “in Italia è possibile riaprire le scuole e andare a votare”. In merito al ritorno tra i banchi, “in caso di focolaio si valuterà caso per caso”. Secondo Ricciardi, infatti, potrebbe bastare l’isolamento di una classe o potrebbe servire la chiusura dell’istituto. I contagi aumentano, “ma non ci sarà un altro lockdown”, assicura l’esperto.

“Situazione diversa da quella di marzo” – Ora c’è “una situazione completamente differente rispetto a marzo”, sottolinea Ricciardi. “Innanzitutto i casi li intercettiamo molto prima, con un sistema di testing e tracciamento che porta a identificare soggetti che nella gran parte dei casi sono asintomatici”.

 

“Non cambia la pericolosità del virus” – “Per ogni contagio che verifichiamo ce ne sono quattro o cinque che non riusciamo ad accertare. Dobbiamo stare attenti, abbiamo mille focolai di infezione in Italia. Non c’è dubbio che la situazione è diversa marzo: quello che non è cambiato è la pericolosità del virus”. Con queste parole il professore replica a chi gli chiedeva se non sia corretto dire che i contagi si alzano perché si fanno più tamponi. “I contagiati sono tanti e c’è ancora il presupposto che diventino sintomatici, e finiscano prima in ospedale e poi in terapia intensiva. Dobbiamo appiattire la curva epidemica”.

 

“Bravi fino a maggio, poi una sorta di libera tutti” – “Dobbiamo abbassare la circolazione del virus fuori dalla scuola”, sottolinea Ricciardi. Sul fronte della lotta alla diffusione del coronavirus “quando abbiamo riaperto, a maggio, ci siamo comportati bene. Il problema è successo dopo, quando c’è stato una sorta di liberi tutti: sono ricominciati viaggi, spostamenti, assembramenti e ci si è scordati di usare le mascherine. Creando una situazione ideale per il virus”.

 

I viaggi all’estero – Quanto all’eventualità di bloccare i viaggi all’estero, visto che esiste un rischio di contagi di ritorno, il consulente del ministero osserva: “Non bisognerebbe fare turismo in Paesi che non fanno certi sacrifici. Paesi come Spagna, Croazia, Grecia, hanno tolto ogni freno. In Croazia sono entrati tutti: americani, israeliani, indiani, brasiliani. Diverso è andare in Scandinavia, dove la situazione è sotto controllo”. Ad ogni modo, puntualizza, “per gli arrivi da alcuni Stati è prevista la quarantena. Per quanto riguarda i Paesi Ue, è la Commissione che dovrebbe intervenire. Paesi come Spagna e Francia pongono problemi costanti”.

 

“Io vittima di infodemia” – Il professor Ricciardi ha voluto precisare il suo pensiero dopo essere stato accusato di voler rimandare il prossimo voto regionale in caso di aumento dei contagi da Covid-19. “Quello che mi è successo è un tipico caso di infodemia, io ho detto il contrario di quello che è stato riportato. D’altra parte nei Paesi in cui si verifica una risalita dei contagi stanno pensando di non riaprire le scuole o di rinviare altre attività importanti come lo sono le elezioni”.

 

La polemica politica – Il consulente del ministero replica così anche ai “commenti di politici di diversi schieramenti che etichettavano la mia posizione, senza prendersi cura di ascoltare le mie parole disponibili in rete, come pregiudizievole di funzioni democratiche essenziali. Ancora più paradossale è stato il fatto che ho ribadito in una nota che non avevo mai detto niente di quello che misi attribuiva, chiarimento che è stato derubricato dai predetti siti online come una mia autocorrezione, piuttosto che spiegando che era stato un errore dei media che avevano travisato in modo marchiano le mie affermazioni”.

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